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Villa Minini

Nell’elenco dei castelli di Manzano tra quelli totalmente distrutti, figura anche quello di Rodegliano che sarebbe esistito nell’omonima località, oggi Rodeano (alto e basso), a circa sette chilometri a ovest di Fagagna, sei chilometri a sud di San Daniele e sei chilometri a est del fiume Tagliamento. Uno dei suoi signori sarebbe stato “D. Henricus de Rodeano” (1220), Enrico de Rodegliano, con Volvileo di Castelnuovo, Enrico di Flagogna, Corrado di Meduno, Volchero di Toppo e Ugerlo di Fanna, distinto signore dell’epoca, fu testimone del contratto stipulato nel febbraio 1220 per cui Randolfo e Alberto, figli di Uramo di Toppo, cedettero ai fratelli Engelpretto, Brisa e Varnero (di Sifrido) di Ragogna il castello e la giurisdizione di Toppo, Traneb e altri luoghi da cui si ricavava una rendita.

Con decreto del Senato veneziano (2 giugno 1678) e con la ducale del Serenissimo Principe Alvise Contarini (8 agosto), il nobile Riccardo Elti fu investito, anche per i suoi discendenti maschi, della giurisdizione delle Ville di Rodeano e Rive d’Arcano a cui era unito il titolo di conte.
Se la lista di Manzano dice il vero… nello stesso luogo sorge il quarto edificio, circondato da un solido muro, fiancheggiato da due torri di aspetto medievale con sede nella piazza di Rodeano Alta e che era già di proprietà dei conti Elti e ora appartiene alla famiglia Minini dai primi del ‘900. Villa Minini è disposta su tre piani che sviluppano una superficie totale di 960 metri quadrati. Ogni piano è caratterizzato da un corpo centrale di dimensioni molto generose dal quale è possibile accedere a quattro stanze ai lati dello stesso. La villa è immersa nel verde essendo circondata da un giardino di 2500 metri quadrati dal quale è possibile accedere, attraverso un suggestivo viale alberato, a tredici ettari di proprietà coltivata con metodo biologico. Fanno parte del complesso anche le pertinenze come l’ex filanda, i tavoli e la torretta, tutti in pietra a vista.



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